La yurta nel bosco

Libere attività nel bosco per bambini dai 4 ai 12 anni: arte, teatro, laboratori per restare connessi alla natura e a se stessi.

Le scuole nel bosco.

Scuola nel bosco Ha ottenuto tanti consensi in rete la notizia dell'apertura in Italia del primo asilo nel bosco a Ostia, nei pressi di Roma a cura della realtà educativa L'Emilio, in collaborazione con l'Associazione Manes.

E ovviamente non posso che essere felice di questa iniziativa, dato che La yurta nel bosco, che ha la fortuna di essere in un vero e quanto meno ormai raro bosco, è un'associazione culturale che ha come obiettivo proprio la diffusione della pedagogia della natura ed è a tutti gli effetti, seppur per periodi limitati, come quelli estivi, o nei fine settimana, una scuola nel bosco, così come molte altre realtà nel nostro Paese.

Basti pensare alla scuola in fattoria di Cascina Santa Brera a pochi km da Milano o Cascina Bosco Grande vicino a Pavia, realtà che operano davvero da molti anni sul nostro territorio.

Il modello storico di riferimento per questi progetti è una realtà nata ormai negli anni'50 in Danimarca a Søllerød dalla rivoluzionaria idea di Ella Flatau. Da allora ad oggi questo approccio educativo si è sviluppato in tutta Europa, soprattutto in Svizzera e in Germania, dove ci sono oggi più di 1000 asili nel bosco.

L'idea di fondo, in accordo per altro anche con altre pedagogie, come quella montessioriana e steineriana, è che i bambini della fascia di età 3/6 anni debbano imparare dall'esperienza diretta, seguendo il proprio ritmo naturale e più per emulazione che non per mediazione da parte di un adulto. E' questa infatti l'epoca dello sviluppo dei sensi, della conoscenza del mondo e l'ambiente naturale è di per sé uno scenario perfetto e unico capace di offrire ai bambini stimoli sensoriali, infinite possibilità di movimento, strumenti di gioco sempre nuovi e unici per stimolare fantasia e creatività.

Oltre tutto, stando anche alle più recenti ricerche condotte da Richard Louv, è fondamentale per i bambini restare connessi con il mondo naturale se vogliamo che non abbiano un vero e proprio deficit psicofisco che porta a depressione, obesità, problemi relazionali e di identificazione di sé.

Nella nostra esperienza diretta è vero che, soprattutto nei periodi dei camp estivi, vediamo i bambini, che giorno dopo giorno, si liberano dalle mille rigidità che una scuola troppo strutturata, fisicamente restrittiva e soprattutto molto intellettualizzata, crea. Vediamo che riprendono “a respirare”, a “stare” e non solo a fare; scoprono il piacere di stare seduti per terra o a piedi nudi, senza che nessuno li richiami in continuazione perché si sporcano o rischiano di farsi male. Abbiamo notato come percepiscono da soli i propri limiti e le proprie possibilità di autonomia e come siano stimolati ad inventarsi giochi e a cooperare per divertirsi e stare assieme.

In tutto questo idilliaco scenario però e con la sfacciata fortuna di vivere in un bosco, mi resta un dubbio.
Siamo certi che sia solo la location esterna, in questo caso, il bosco, a creare questa “magia” oppure la differenza la fa l'approccio di noi adulti, genitori e educatori, che dovrebbe essere più rispettoso dei ritmi del bambino, più sapiente, più confidente nelle loro possibilità, più “in ascolto”, meno isterico e meno controllante?

C'è bisogno davvero di una scuola nel bosco perché i nostri figli siano connessi con il mondo, con la natura, collaborativi, crescano felici di vivere e fiduciosi in se stessi?

Sono molti infatti gli asili e le scuole, in città così come nelle zone dell'hinterland che hanno la fortuna di avere dei giardini, degli alberi o un parco cittadino contiguo. E perché allora è raro, in Italia, vedere i bambini camminare per strada per raggiungerli? Perché durante l'inverno non si vedono bimbi giocare sotto la pioggia o meglio ancora, nella neve? Non basterebbe smetterla di pensare che si prendano il raffreddore se giocano in giardino il 18 di gennaio per iniziare a creare una buona relazione con la natura che ci circonda, ovunque noi viviamo?

E perché invece in Danimarca, dove le scuole nel bosco sono nate e prolificano, si incontrano classi intere di scuole statali, in giro per i parchi, anche in bicicletta, accompagnati dalle loro insegnanti, ad ogni ora?

Post del 18 settembre 2014 per la rubrica La natura in città sul portale Milanoperibamini.it

Francesca
Francesca

Si occupa del coordinamento, dell'approfondimento pedagogico, della comunicazione e dell'organizzazione delle attività de La yurta nel bosco.

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